Supergirl è un flop? Quanto rischia di perdere davvero il nuovo film DC

Supergirl è un flop? Quanto rischia di perdere davvero il nuovo film DC

Supergirl è un flop? Quanto rischia di perdere davvero il nuovo film DC

L’esordio al botteghino di Supergirl è ben al di sotto delle aspettative e ha immediatamente acceso il dibattito sul futuro del nuovo universo cinematografico DC guidato da James Gunn e Peter Safran.

Dopo un primo weekend da circa 63 milioni di dollari nel mondo, il cinecomic con Milly Alcock è già al centro di stime contrastanti sulle possibili perdite economiche, mentre Warner Bros. prova a ridimensionare le previsioni più pessimistiche.

Un debutto deludente al box office

Supergirl ha incassato 37,1 milioni di dollari negli Stati Uniti e circa 62,6 milioni a livello globale – di cui soltanto € 707.468 nei primi cinque giorni di programmazione nei cinema italiani – nel suo weekend d’esordio. Numeri decisamente inferiori rispetto alle aspettative per una produzione costata circa 170 milioni di dollari, a cui si aggiunge una stima di circa 120 milioni investiti nella campagna marketing.

Le proiezioni attuali indicano un incasso finale compreso tra i 200 e i 210 milioni di dollari nel mondo, una cifra che renderebbe molto difficile il raggiungimento della redditività solo tramite la vendita dei biglietti nelle sale.

Secondo la regola comunemente utilizzata dagli analisti del settore, un blockbuster di questo tipo dovrebbe incassare circa il doppio del costo complessivo di produzione e distribuzione per iniziare a generare profitti. Applicando questo criterio, Supergirl avrebbe bisogno di avvicinarsi ai 375 milioni di dollari globali.

Le stime sulle perdite dividono gli analisti

Attorno al reale punto di pareggio del film si è però creato un acceso dibattito. Diverse testate statunitensi riportano infatti che Warner Bros. avrebbe fornito valutazioni differenti sul break-even: alcune fonti parlano di circa 300 milioni di dollari, altre di 315 milioni, mentre altre ancora abbassano la soglia fino a 275 milioni.

Questa differenza porta inevitabilmente a stime molto diverse sulle perdite finali. Secondo fonti vicine alla Warner citate dai media americani, il film potrebbe chiudere la sua corsa nelle sale con perdite comprese tra gli 80 e i 120 milioni di dollari qualora raggiungesse i 200 milioni d’incasso mondiale.

Altri analisti indipendenti, invece, ritengono queste valutazioni troppo ottimistiche. Basandosi sul costo complessivo dell’operazione e sulle tradizionali dinamiche di ripartizione degli incassi con gli esercenti, stimano che il passivo possa superare abbondantemente i 150 milioni di dollari, collocando Supergirl tra i maggiori flop commerciali degli ultimi anni.

Perché Supergirl costa meno del previsto a Warner Bros.

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Una delle ragioni per cui Warner Bros. sostiene che il punto di pareggio sia più basso riguarda la struttura dei contratti. A differenza di produzioni guidate da grandi star hollywoodiane, il cast di Supergirl non avrebbe accordi particolarmente onerosi legati agli incassi.

Milly Alcock, al suo primo ruolo cinematografico da protagonista, avrebbe percepito uno stipendio relativamente contenuto e non sarebbero presenti i classici contratti con percentuali elevate sugli incassi riservati agli attori più affermati. Questo riduce il costo complessivo dell’operazione rispetto ad altri blockbuster di dimensioni simili.

Il confronto con Superman risulta inevitabile. Il film precedente del nuovo DC Universe di James Gunn aveva debuttato con circa 125 milioni di dollari solo negli Stati Uniti, chiudendo la propria corsa oltre i 600 milioni nel mondo e dando fiducia al nuovo progetto.

Supergirl, invece, sembra confermare quanto oggi il pubblico sia molto più selettivo nei confronti dei cinecomic, soprattutto quando i protagonisti appartengono a personaggi meno popolari rispetto ai grandi nomi della DC o, tristemente, quando hanno per protagoniste delle donne.

Il futuro del DC Universe non dipende solo da Supergirl

Nonostante il risultato negativo, Warner Bros. continua a ribadire la fiducia nel piano decennale dei DC Studios. Peter Safran ha recentemente dichiarato che Supergirl rappresenta soltanto uno dei tasselli della nuova strategia e che il progetto complessivo proseguirà indipendentemente dalle performance del singolo film.

Il prossimo banco di prova sarà rappresentato dai futuri capitoli dell’universo DC, a partire da Clayface, realizzato con un budget molto più contenuto, e soprattutto da Superman: Man of Tomorrow, che riporterà sullo schermo David Corenswet nel ruolo protagonista.

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