Ben Affleck è tornato a parlare della travagliata produzione di Justice League, il film DC del 2017 nel quale interpretava Batman, definendo quell’esperienza il momento peggiore della propria carriera. Ospite del podcast Happy Sad Confused di Josh Horowitz, l’attore ha criticato duramente la gestione del progetto da parte di Warner Bros., soffermandosi sull’allontanamento di Zack Snyder, sulle riprese aggiuntive e sul clima che si era creato durante la lavorazione.
«La verità è che l’esperienza di Justice League è stata estremamente negativa per molte ragioni», ha dichiarato Affleck, individuando nel conflitto tra lo studio e il regista uno dei principali problemi che hanno compromesso il film.
Ben Affleck racconta il caos sul set di Justice League
Dopo i risultati commerciali inferiori alle aspettative di Batman v Superman: Dawn of Justice, Warner Bros. aveva deciso di intervenire sulla direzione creativa di Justice League, cercando di rendere il film più leggero e accessibile al grande pubblico.
Durante la post-produzione, Zack Snyder fu colpito da una tragedia familiare e lasciò il progetto. Lo studio affidò quindi a Joss Whedon la supervisione delle riprese aggiuntive, che modificarono sensibilmente la struttura narrativa e il tono del lungometraggio.
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Ripensando a quel periodo, Affleck ha spiegato come le difficoltà personali e le tensioni produttive abbiano contribuito a rendere l’esperienza particolarmente dolorosa.
«Alcune ragioni avevano a che fare con il momento che stavo attraversando personalmente, altre con la tragedia avvenuta durante la lavorazione. Ma ho anche visto chiaramente come non si dovrebbe realizzare un film del genere quando lo studio è in contrasto con il regista. È un errore enorme. Ed è questo che ha davvero compromesso il progetto».
L’attore non ha nascosto il proprio giudizio sulle conseguenze dell’uscita di Snyder e sulla successiva rielaborazione del film.
«È stato terribile. Il suo allontanamento dal film e le riprese aggiuntive che abbiamo fatto… Se volete sapere quale sia stato il punto più basso della mia carriera, è stato quello».
Le critiche a Warner Bros. e il riferimento alla tragedia di Zack Snyder

La parte più dura dell’intervista riguarda il modo in cui, secondo Affleck, Warner Bros. avrebbe gestito la tragedia familiare che aveva colpito Snyder. Il regista aveva perso la figlia Autumn, morta per suicidio durante la lavorazione del film. Affleck ha sottolineato che una perdita di questa gravità supera qualsiasi questione professionale, criticando però quella che considera una strumentalizzazione della situazione.
«La morte di una persona per suicidio mette tutto il resto in secondo piano. E il modo in cui, francamente, penso che sia stata usata come una scusa… È stata una delle cose peggiori che abbia mai visto. Davvero disgustosa».
Affleck ha inoltre ricordato le testimonianze emerse sul clima lavorativo durante le riprese aggiuntive, citando in particolare le esperienze del collega Ray Fisher.
«E poi c’erano tutto l’ambiente e l’atmosfera, di cui in gran parte non ero direttamente a conoscenza, ma di cui ho sentito parlare attraverso le esperienze di Ray e altre persone. Mi sono detto: “È difficile immaginare qualcosa di più disgustoso”».
