La colonna sonora di Primetime (qui la nostra recensione), il film diretto da Lance Oppenheim e prodotto da A24 con Robert Pattinson, combina successi pop degli anni Duemila, brani di musica classica e composizioni originali di Ari Balouzian. Tra le canzoni presenti nel film spicca On Video, un brano inedito scritto e interpretato da Phoebe Bridgers, che compare anche nel cast.

Ambientato nel 2006, Primetime racconta la nascita di una controversa operazione televisiva condotta attraverso telecamere nascoste. Pattinson interpreta il giornalista investigativo Chris Hansen, affiancato da Merritt Wever, Skyler Gisondo, Bokeem Woodbine e Phoebe Bridgers.
La selezione musicale, supervisionata da Jemma Burns, accompagna il racconto alternando l’energia della cultura pop dell’epoca a sonorità più inquietanti, che riflettono le tensioni morali legate al giornalismo investigativo, al sensazionalismo e alla ricerca degli ascolti televisivi.
Tutte le canzoni presenti in Primetime
La soundtrack del film comprende sei brani, tra successi commerciali, brani tratti da musical e composizioni classiche.
- London Bridge – Fergie. Uno dei maggiori successi pop del 2006, utilizzato per richiamare l’atmosfera musicale del periodo in cui è ambientata la storia.
- Seasons of Love – Rent. Il celebre brano del musical viene interpretato nel film da Skyler Gisondo.
- Lady by the Sea – Burgess & Brooks.
- Sonata in re minore, L. 413 – Domenico Scarlatti
- Miami – Counting Crows
- On Video – Phoebe Bridgers. Canzone originale scritta e registrata appositamente per Primetime. Il brano, caratterizzato da atmosfere malinconiche e inquietanti, accompagna i titoli di coda.
La colonna sonora originale di Ari Balouzian
Accanto alle canzoni, Primetime presenta una colonna sonora strumentale originale composta da Ari Balouzian. Le sue musiche privilegiano atmosfere psicologiche e disturbanti, accompagnando il progressivo emergere delle ambiguità morali dell’operazione televisiva raccontata nel film.
Tra le composizioni originali Incantations, National Epidemic, The Craft e Primetime, il tema che porta il titolo del lungometraggio.
Il contrasto tra questi brani e i successi pop dell’epoca è uno degli aspetti distintivi della soundtrack: da una parte la familiarità delle canzoni radiofoniche del 2006, dall’altra una partitura che accentua il senso di paranoia e inquietudine.
