Ad agosto, IWONDERFULL Prime Video Channel arricchisce il proprio catalogo con quattro nuove proposte capaci di raccontare il presente attraverso linguaggi e sensibilità molto differenti. Dalla commedia sociale al cinema visionario, passando per la riflessione politica sui confini e un intenso dramma familiare immerso nella natura, i nuovi titoli in arrivo ogni martedì del mese confermano la vocazione della piattaforma a proporre opere d’autore internazionali e sguardi originali sul mondo contemporaneo.
Ecco i quattro film da non perdere ad agosto su IWONDERFULL Prime Video Channels.
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Un anno difficile: la commedia sociale di Nakache e Toledano arriva il 4 agosto

Ad aprire il mese, il 4 agosto, sarà Un anno difficile, il nuovo film di Olivier Nakache ed Éric Toledano, il duo dietro il successo internazionale di Quasi amici.
La pellicola segue le vicende di Albert e Bruno, due uomini sommersi dai debiti che, quasi per caso, finiscono per avvicinarsi a un gruppo di giovani attivisti ambientalisti. Inizialmente attratti soltanto dai pasti gratuiti e dall’atmosfera conviviale del movimento, i due saranno progressivamente costretti a confrontarsi con le proprie responsabilità e con un sistema economico basato sul consumismo.
Con il loro consueto equilibrio tra ironia e riflessione sociale, Nakache e Toledano mettono in relazione due grandi temi del nostro tempo: la precarietà economica e la crisi climatica. Il film si interroga infatti su quanto sia realmente possibile chiedere una riduzione dei consumi a persone che già vivono in condizioni di fragilità economica.
Resurrection di Bi Gan: il sogno come atto di resistenza

L’11 agosto sarà invece il momento di Resurrection, il nuovo e ambizioso lavoro del regista cinese Bi Gan, premiato con il Premio Speciale al Festival di Cannes 2025.
Ambientato in un futuro in cui l’umanità ha rinunciato ai sogni in cambio dell’immortalità, il film racconta la storia di un giovane ancora capace di perdersi in un universo onirico ormai in via di estinzione. A lui si unisce una ragazza in grado di percepire ciò che gli altri hanno dimenticato, dando vita a un viaggio che attraversa epoche, immagini e diversi generi cinematografici.
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Con una struttura narrativa monumentale e un forte impatto visivo, Bi Gan riflette sul rapporto tra memoria, immaginazione e identità umana. In un presente segnato dall’intelligenza artificiale e dalla produzione incessante di immagini, Resurrection trasforma il sogno in un gesto di resistenza, riaffermando il cinema come luogo privilegiato per custodire ciò che ci rende profondamente umani.
L’uomo che vendette la sua pelle: arte, migrazione e libertà secondo Kaouther Ben Hania

Il 18 agosto arriverà invece L’uomo che vendette la sua pelle di Kaouther Ben Hania, candidata all’Oscar per il miglior film internazionale e già presentato nella sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia 2020.
Il protagonista è Sam Ali, un giovane rifugiato siriano che, nel tentativo di raggiungere l’Europa e ricongiungersi con la donna amata, accetta la proposta di un celebre artista contemporaneo: trasformare il proprio corpo in un’opera d’arte vivente, tatuando sulla sua schiena un visto Schengen.
Quella che inizialmente sembra una possibilità di libertà si trasforma rapidamente in una nuova forma di prigionia. Attraverso il sarcasmo e la provocazione, il film affronta temi cruciali come la disuguaglianza nella mobilità globale, la mercificazione del corpo e la capacità del sistema dell’arte di trasformare la sofferenza umana in valore economico e spettacolo.
L’arrivo del film rappresenta inoltre un’occasione per riscoprire il cinema di Kaouther Ben Hania, autrice di Quattro figlie e de La voce di Hind Rajab, premiato con il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia 2025.
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L’isola del padre – Sukkwan Island: un intenso dramma familiare nei fiordi norvegesi

Chiuderà il mese, il 25 agosto, L’isola del padre – Sukkwan Island, diretto da Vladimir de Fontenay e tratto dall’omonimo romanzo di David Vann.
Il film racconta la storia di Roy, tredicenne che decide di trascorrere un lungo periodo su una remota isola dei fiordi norvegesi insieme al padre Tom, nel tentativo di ricostruire un rapporto ormai compromesso. Tuttavia, quella che avrebbe dovuto essere un’esperienza di riconciliazione si trasforma progressivamente in una difficile prova di sopravvivenza.
Girato in scenari naturali estremi, tra l’oscurità dell’inverno e la luce quasi perpetua dell’estate nordica, il film utilizza il paesaggio come riflesso dello stato emotivo dei protagonisti. Al centro del racconto emergono temi universali come la fragilità maschile, il peso della paternità e il difficile equilibrio tra genitori e figli.
