Teenage Sex and Death at Camp Miasma: Jane Schoenbrun: “Voglio distruggere il sistema che produce i film”

Teenage Sex and Death at Camp Miasma: Jane Schoenbrun: “Voglio distruggere il sistema che produce i film”

Teenage Sex and Death at Camp Miasma: Jane Schoenbrun: “Voglio distruggere il sistema che produce i film”

Camp Miasma: Adolescenza, sesso e morte uscirà in sala il 19 agosto, ma a far discutere al momento sono le dichiarazioni di Jane Schoenbrun, regista del film. Schoenbrun, regista di We’re All Going to the World’s Fair e I Saw the TV Glow, ha infatti rilasciato dichiarazioni molto dure nei confronti dell’industria hollywoodiana, raccontando le difficoltà incontrate nel finanziare i propri progetti e denunciando un sistema che, a suo dire, penalizza le voci più radicali e fuori dagli schemi.

Jane Schoenbrun contro Hollywood: “Il sistema è una prigione”

In un’intervista rilasciata a Vulture, Jane Schoenbrun ha parlato apertamente del difficile rapporto tra il proprio cinema e l’industria cinematografica americana. Da quanto dichiarato da Schoenbrun, il problema non riguarda soltanto il mercato indipendente, ma anche le strutture produttive che finiscono per limitare la libertà creativa degli autori.

“Lavoro in mezzi espressivi profondamente legati a strutture di potere commerciali. Più vado avanti, più mi rendo conto che questa è la vera tensione. Amo la televisione e il cinema americano, ma allo stesso tempo voglio distruggerli. Li vedo come prigioni tanto quanto come spazi di emancipazione.”

Schoenbrun ha inoltre lasciato intendere che ottenere finanziamenti potrebbe essere ancora più complicato per una persona transgender, sottolineando come il panorama hollywoodiano stia diventando sempre meno disposto a sostenere opere sperimentali e personali.

A24 ha rifiutato Camp Miasma: Adolescenza, sesso e morte

Tra le rivelazioni più sorprendenti c’è quella relativa ad A24, lo studio che aveva prodotto I Saw the TV Glow. Nonostante il precedente rapporto, la casa di produzione avrebbe deciso di non finanziare Camp Miasma: Adolescenza, sesso e morte.

Il rifiuto ha costretto Schoenbrun a ripensare completamente il progetto, ridimensionandone l’ambizione produttiva e valutando anche la possibilità di realizzarlo completamente al di fuori del tradizionale sistema degli studios.

Teenage Sex and Death at Camp Miasma: Jane Schoenbrun: “Voglio distruggere il sistema che produce i film”

A salvare il film è stata infine MUBI, che ha deciso di finanziarlo con un budget di circa 10 milioni di dollari, permettendo così di portare sullo schermo un’opera molto più estrema rispetto ai lavori precedenti.

Presentato al Festival di Cannes, Camp Miasma: Adolescenza, sesso e morte ha ottenuto recensioni molto positive, raggiungendo un punteggio di 88 su Metacritic grazie al suo mix di horror, surrealismo, violenza e sessualità.

Una carriera segnata da progetti difficili da realizzare

Le difficoltà produttive non rappresentano una novità per Schoenbrun. La regista ha raccontato che Public Access Afterworld, inizialmente concepito come una serie televisiva, era arrivata vicino alla produzione per HBO prima di essere cancellata. Il progetto è stato successivamente trasformato nel primo romanzo di una trilogia, con l’obiettivo di riportarlo in futuro sul grande schermo qualora venissero trovati i finanziamenti necessari.

Anche l’adattamento del romanzo Nevada di Imogen Binnie, che Schoenbrun avrebbe dovuto dirigere, è stato abbandonato per divergenze creative.

Nonostante il grande apprezzamento della critica, il cinema di Jane Schoenbrun continua a faticare sul piano commerciale. Lo straordinario I Saw the TV Glow, uno dei migliori film degli ultimi dieci anni, ha incassato circa 5 milioni di dollari nel mondo, un risultato inferiore alle aspettative commerciali di A24.

Proprio questo aspetto, secondo molti osservatori, avrebbe reso più difficile trovare nuovi investitori per Camp Miasma: Adolescenza, sesso e morte.

Teenage Sex and Death at Camp Miasma: Jane Schoenbrun: “Voglio distruggere il sistema che produce i film”

Jane Schoenbrun aveva già criticato in passato il clima della Hollywood “post-woke” e “post-Biden”, sostenendo che oggi siano sempre meno gli studi disposti a investire cifre importanti nei progetti di autori e autrici transgender.

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