Il nuovo film di Bruno Dumont è stato realizzato interamente con l’intelligenza artificiale

Il nuovo film di Bruno Dumont è stato realizzato interamente con l’intelligenza artificiale

Il nuovo film di Bruno Dumont è stato realizzato interamente con l’intelligenza artificiale

Bruno Dumont ha realizzato il suo nuovo film, The End, interamente attraverso l’intelligenza artificiale generativa. Il regista francese, due volte vincitore del Grand Prix al Festival di Cannes, ha completato un thriller fantascientifico in lingua inglese senza ricorrere ad attori o a una troupe tradizionale, utilizzando l’IA per generare immagini, interpretazioni e suoni.

Secondo quanto riportato da Screen Daily, Dumont ha iniziato a lavorare al progetto nell’agosto 2026, completandolo in pochi mesi direttamente dalla propria abitazione parigina. L’obiettivo è presentare The End in un festival cinematografico nel corso del 2027.

The End: la trama del nuovo film di Bruno Dumont realizzato con l’IA

The End è un progetto che Dumont aveva scritto oltre 25 anni fa, poco dopo la realizzazione di L’umanità (1999). La storia segue un ambizioso poliziotto di Los Angeles impegnato a indagare su un crimine, mentre la città viene devastata da terremoti e dalla caduta di asteroidi. Un thriller fantascientifico che combina indagine poliziesca e scenari apocalittici.

All’epoca, gli elevati costi necessari per realizzare le sequenze catastrofiche avevano costretto il regista ad accantonare il progetto, scegliendo di dedicarsi successivamente a Twentynine Palms. L’intelligenza artificiale generativa gli ha ora permesso di recuperare quella sceneggiatura e trasformarla in un lungometraggio senza dover sostenere le spese di una produzione cinematografica convenzionale.

Come Bruno Dumont ha realizzato The End con l’intelligenza artificiale

L'empire

Il regista ha spiegato a Screen Daily di aver seguito un processo creativo basato sulla costruzione delle singole scene, anziché affidare l’intera sceneggiatura a un programma di generazione automatica. Partendo dai propri storyboard, Dumont ha diretto virtualmente i personaggi, modificandone le espressioni, l’intensità emotiva e le interpretazioni, oltre a intervenire su costumi, acconciature e altri elementi visivi. Per creare i volti dei protagonisti ha utilizzato anche figure tratte da dipinti, trasformando riferimenti pittorici in modelli per i personaggi digitali.

«La mia troupe è una macchina», ha dichiarato il cineasta, sintetizzando un metodo di lavoro nel quale ha gestito personalmente la creazione delle immagini, delle performance e del sonoro.

Dumont ha inoltre prodotto The End in maniera indipendente, individuando nell’intelligenza artificiale una possibile risposta alle crescenti difficoltà di finanziamento del cinema d’autore in Francia.

«Con l’intelligenza artificiale generativa, il cinema d’autore può riconquistare una radicale autonomia creativa, dando vita a mondi visivi e poetici prima irrealizzabili, liberi dai vincoli finanziari e industriali», ha spiegato il regista.

The End punta a Cannes, Venezia o Berlino nel 2027

Bruno Dumont punta a presentare The End nel circuito dei festival internazionali nel 2027. Al momento non è noto quale manifestazione potrebbe accogliere il progetto, ma il rapporto consolidato del regista con Cannes, Berlino e Venezia rende particolarmente interessante la questione della sua eventuale selezione.

Un lungometraggio realizzato interamente con l’intelligenza artificiale da un autore affermato potrebbe infatti alimentare il dibattito sull’utilizzo di queste tecnologie nel cinema, soprattutto in relazione al lavoro degli attori, alla produzione indipendente e alla libertà creativa. Anche se è difficili immaginare un posto in concorso per un film del genere. Sarà interessante, nei prossimi anni, capire come verranno gestite dai festival queste situazioni, che sicuramente diventeranno sempre più frequenti.

I film realizzati con l’intelligenza artificiale verranno piano piano equiparati ai film realizzati in maniera tradizionale; oppure si seguirà un percorso più simile a quanto fatto con i progetti realizzati in realtà virtuale, con sezioni parallele (e competitive) al concorso dedicate specificamente a questi progetti, come avviene già a Venezia da diversi anni? Staremo a vedere.

Dumont, tuttavia, non sembra intenzionato ad abbandonare definitivamente le riprese tradizionali. Parallelamente a The End, sta sviluppando un altro film francese con attori e una troupe, attraverso Bathysphere Films, società di produzione coinvolta anche in The Unknown di Arthur Harari.

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