Venezia 83 | Werner Herzog dedica Bucking Fastard a David Lynch: «Avrei voluto che fosse il mio primo spettatore»

Venezia 83 | Werner Herzog dedica Bucking Fastard a David Lynch: «Avrei voluto che fosse il mio primo spettatore»

Venezia 83 | Werner Herzog dedica Bucking Fastard a David Lynch: «Avrei voluto che fosse il mio primo spettatore»

Il nuovo film di Werner Herzog Bucking Fastard, a Venezia 83 in concorso, si apre con una dedica al miglior regista della storia del cinema: David Lynch. Durante la conferenza stampa, il regista tedesco ha avuto modo di approfondire il motivo di questa dedica. I due registi, ha spiegato Herzog, erano legati da una profonda comprensione reciproca del proprio cinema, nonostante le evidenti differenze tra le rispettive opere.

Herzog ha presentato il film insieme alle sorelle Mara e agli altri protagonisti Domhnall Gleeson e Orlando Bloom. Liberamente ispirato alla storia vera delle gemelle britanniche Freda e Greta Chaplin, Bucking Fastard racconta due sorelle unite da un legame quasi soprannaturale e segna la prima apparizione insieme sullo schermo di Kate e Rooney Mara.

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Werner Herzog e la dedica di Bucking Fastard a David Lynch

Durante la conferenza stampa veneziana, Herzog è stato interrogato sulla decisione di dedicare Bucking Fastard a David Lynch, il grande regista scomparso nel gennaio del 2025.

Il regista ha spiegato che l’idea è nata quasi spontaneamente durante il montaggio, pensando alla persona che avrebbe voluto avere accanto alla prima proiezione pubblica del film.

«Durante il montaggio ho detto quasi casualmente al montatore: “Questo è un film per il quale vorrei che David Lynch fosse con me alla prima proiezione pubblica”», ha raccontato Herzog. «Avevamo una comprensione molto, molto profonda del lavoro l’uno dell’altro, anche se eravamo piuttosto diversi. E ho avuto la sensazione che avrei voluto che fosse il mio primo spettatore».

Herzog ha quindi aggiunto, sorridendo: «Vorrei che potessimo riportare indietro la ruota del tempo e invitarlo qui stasera, ma le cose non funzionano così».

Bucking Fastard, la trama del nuovo film di Werner Herzog

Al centro di Bucking Fastard ci sono Jean e Joan Holbrooke, interpretate rispettivamente dalle sorelle Kate e Rooney Mara. Le due protagoniste condividono un rapporto profondissimo, al limite del soprannaturale: si vestono allo stesso modo, pensano allo stesso modo e parlano contemporaneamente.

Venezia 83 | Bucking Fastard, la recensione dell'ipnotico film di Werner Herzog

La loro simbiosi arriva a coinvolgere anche la vita sentimentale quando entrambe si innamorano dello stesso uomo, Gareth Mulroney, un personaggio turbolento interpretato da Orlando Bloom con un marcato accento irlandese. L’ossessione condivisa per Gareth porta infine le sorelle davanti alla giustizia e all’emissione di un ordine restrittivo.

Domhnall Gleeson interpreta invece Timothy, un assistente sociale incaricato dalle autorità di aiutare Jean e Joan ad adattarsi alla vita moderna dopo che il loro caso le ha trasformate in un fenomeno mediatico.

Il punto di partenza è liberamente ispirato alla vicenda delle gemelle identiche britanniche Freda e Greta Chaplin, diventate protagoniste negli anni Ottanta di un caso giudiziario ampiamente seguito dai tabloid. Anche il titolo Bucking Fastard deriva da un lapsus pronunciato simultaneamente dalle due sorelle durante il processo.

Herzog, tuttavia, utilizza la vicenda reale soltanto come punto di partenza per condurre il racconto verso territori molto più astratti. Quando Jean e Joan decidono di scavare un tunnel verso una terra immaginaria nella quale possa esistere il vero amore, il film abbandona definitivamente qualsiasi pretesa di ricostruzione biografica per entrare nell’universo esistenziale del regista tedesco.

Kate e Rooney Mara insieme per la prima volta sullo schermo

Una delle principali particolarità del progetto è la presenza di Kate e Rooney Mara, sorelle anche nella vita reale e per la prima volta insieme nello stesso film. Herzog ha raccontato che la loro sintonia è stata così immediata da spingerlo a interrompere anticipatamente il periodo di prove. Il regista aveva inizialmente previsto due settimane di preparazione con gli attori, ma dopo appena cinque giorni si è convinto che non fossero necessarie.

«Sono state così brave fin dall’inizio che dopo cinque giorni ho detto: “Basta, interrompiamo. Ci vediamo in Irlanda davanti alla mia macchina da presa”», ha ricordato. «Avevo completa fiducia in loro e loro l’hanno affrontata con grande naturalezza».

Secondo Rooney Mara, essere sorelle nella vita reale ha reso molto più semplice costruire la particolare sincronia richiesta dal film.

«Penso che abbiamo capito molto rapidamente che avere un’intera vita trascorsa insieme, tutta questa storia comune e un’infanzia passata a giocare insieme… significava che tra noi esisteva già un mondo non detto che non abbiamo dovuto faticare molto per creare», ha spiegato. «Una volta trovato davvero il nostro ritmo insieme, non credo di aver mai riso così tanto. Ci siamo divertite moltissimo. È stata un’esperienza unica, di quelle che capitano una sola volta nella vita».

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Kate Mara ha sottolineato soprattutto la componente musicale del lavoro necessario per parlare simultaneamente: «Una volta trovato il ritmo del nostro parlare all’unisono, sembrava quasi una canzone. Era molto musicale ed è successo in maniera piuttosto naturale. Sorprendentemente, è stato molto più semplice di quanto ci aspettassimo».

Domhnall Gleeson: «Con Herzog sai di essere nelle mani di un maestro»

Anche Domhnall Gleeson ha raccontato l’esperienza di lavorare con Herzog, descrivendo un set nel quale il senso di rischio conviveva con la fiducia assoluta nel regista.

«Sai di essere nelle mani di un maestro e quindi ti fidi delle mani che ti stanno sorreggendo», ha dichiarato l’attore irlandese. «Penso che debba fare paura e che debba sembrare un rischio ogni volta che viene dato il ciak, o ogni volta che Werner usa il ciak. Ma allo stesso tempo ti senti al sicuro».

Gleeson si è soffermato anche sulla particolare sintonia tra le sorelle Mara, che osservava dall’esterno durante le riprese.

«La mia esperienza era l’opposto di quella delle sorelle, ed è stato qualcosa di straordinario da osservare. Era come guardare attraverso due occhi appartenenti alla stessa testa. L’esperienza è stata bellissima. E se Herzog me lo chiedesse di nuovo, direi di sì».

Bucking Fastard e il legame con Fitzcarraldo e Grizzly Man

Herzog ha descritto Bucking Fastard come parte di un «trittico operistico» insieme a due delle opere più rappresentative della sua filmografia: Fitzcarraldo, realizzato nel 1982, e il documentario Grizzly Man del 2005.

Ad accomunare i tre film sono soprattutto l’ossessione umana, l’isolamento e il tentativo di oltrepassare i confini imposti dalla natura o dalla società. In Fitzcarraldo l’ossessione assumeva la forma del progetto apparentemente impossibile di trascinare una nave attraverso una montagna amazzonica; in Grizzly Man Herzog raccontava invece il rapporto estremo di Timothy Treadwell con gli orsi dell’Alaska. Bucking Fastard porta questa tensione nel legame tra due sorelle e nella loro ricerca di un luogo immaginario in cui possa esistere l’amore autentico.

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