Andrew Garfield ha smesso di usare ChatGPT dopo aver interpretato Sam Altman in Artificial: «Mi sono spaventato»

Andrew Garfield ha smesso di usare ChatGPT dopo aver interpretato Sam Altman in Artificial: «Mi sono spaventato»

Andrew Garfield ha smesso di usare ChatGPT dopo aver interpretato Sam Altman in Artificial: «Mi sono spaventato»

Andrew Garfield ha rivelato di aver smesso di utilizzare ChatGPT dopo aver interpretato Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, in Artificial, il nuovo film diretto da Luca Guadagnino. L’attore ha spiegato che il lavoro sul progetto lo ha portato a interrogarsi sulle capacità e sui rischi dell’intelligenza artificiale, sviluppando una crescente diffidenza nei confronti della tecnologia.

Presentato al New York Film Festival, Artificial racconta la storia di OpenAI e si concentra in particolare sulla crisi aziendale del novembre 2023, quando Altman venne improvvisamente rimosso dal ruolo di CEO dal consiglio di amministrazione, prima di essere reintegrato appena cinque giorni dopo.

Andrew Garfield: «Non credo che chi promuove queste tecnologie ne conosca davvero le capacità»

Durante la première di Artificial al New York Film Festival, Garfield ha raccontato a Variety di aver cambiato opinione sull’intelligenza artificiale proprio mentre lavorava al personaggio di Sam Altman.

«Mi sono un po’ spaventato», ha dichiarato l’attore. «Ho iniziato a provare una certa diffidenza nei confronti della tecnologia. Ho l’impressione che le persone che ci incoraggiano a utilizzare queste tecnologie non ne conoscano esattamente le capacità. Personalmente, mi sembra un atteggiamento un po’ irresponsabile».

Garfield ha precisato di non aver mai avuto un rapporto particolarmente intenso con ChatGPT, utilizzato principalmente per cercare informazioni utili al proprio lavoro.

«Fortunatamente non ho bisogno di ChatGPT nella mia vita nello stesso modo in cui potrebbero averne bisogno altre persone che lavorano in settori diversi», ha spiegato. «Come attore, lo utilizzavo come una specie di Google sofisticato per fare alcune ricerche. So che non è questo lo scopo per cui è stato progettato».

Artificial di Luca Guadagnino racconta la crisi di OpenAI del 2023

Il film ricostruisce uno dei momenti più controversi nella storia di OpenAI, quando il consiglio di amministrazione decise di rimuovere Sam Altman dalla guida della società.

La decisione provocò una crisi interna che si concluse cinque giorni dopo con il ritorno del dirigente al ruolo di amministratore delegato. La vicenda rappresenta il nucleo narrativo di Artificial, che esplora anche il conflitto tra la volontà di accelerare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e la necessità di affrontarne i potenziali rischi.

Negli ultimi mesi OpenAI è stata al centro di ulteriori discussioni pubbliche, anche in seguito alla chiusura di Sora, la sua applicazione dedicata alla generazione di video attraverso l’intelligenza artificiale.

Più in generale, il settore è stato sottoposto a un crescente scrutinio sulle implicazioni della tecnologia. Tra le voci critiche citate nel dibattito figura anche quella di un ex dipendente di Anthropic, che ha accusato le aziende impegnate nello sviluppo dell’IA di «giocare d’azzardo con le nostre vite».

Andrew Garfield sull’intelligenza artificiale a Hollywood: «Gli attori non diventeranno inutili»

Andrew Garfield in the social network

Il tema dell’intelligenza artificiale riguarda da vicino anche l’industria cinematografica, dove la possibilità di utilizzare interpreti e personaggi generati digitalmente è diventata una delle principali preoccupazioni per numerosi professionisti.

Garfield, tuttavia, non ritiene che lo sviluppo di queste tecnologie possa rendere superfluo il lavoro degli attori.

«Non credo che gli attori diventeranno inutili», ha dichiarato. «L’anima dell’umanità è l’anima dell’umanità. E penso che gli attori siano tra le persone che devono custodire quell’anima per tutti noi e per le storie che raccontiamo».

Interpellato sui complimenti ricevuti da Altman, Garfield ha mostrato comprensione per la posizione del dirigente, sottolineando quanto possa essere insolito vedere la propria vita trasformata in un film.

«È molto generoso da parte sua dirlo», ha commentato. «Immagino che debba essere incredibilmente strano e surreale, per un uomo giovane come lui, sapere che esiste un film in cui viene rappresentata una versione di sé stesso».

L’attore ha aggiunto di provare una certa sensibilità nei confronti di questa situazione, pur riconoscendo che personalmente avrebbe potuto reagire in maniera diversa.

«Mi sento molto sensibile e comprensivo nei suoi confronti. Personalmente mi sentirei davvero vulnerabile e probabilmente arrabbiato. Ma questo vale per me. Lui sembra prenderla con molta tranquillità».

Garfield ha infine richiamato il significato più ampio del progetto di Guadagnino, che non si limita a raccontare una vicenda aziendale, ma affronta anche il tema del potere esercitato dalle figure che guidano lo sviluppo delle nuove tecnologie.

«È curioso quello che facciamo, ma, come ha detto Luca, è nostro dovere mettere in discussione il potere delle persone che oggi occupano posizioni di comando nel mondo».

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